Trashware how to: la formula trashware di VERDE BINARIO

eccovi il link ad una interessantissima pagina sull’esperienza quasi decennale di questa associazione che opera il trashware.

VERDE BINARIO TRASHWARE HOW TO

Software libero per la scuola

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Software libero per la scuola
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Nel corso della conferenza stampa tenuta il 25 settembre scorso presso la Sala
Stampa di Palazzo Chigi [1], i Ministri Brunetta e Gelmini hanno illustrato
le iniziative del Governo in tema di innovazione digitale della scuola,
ricomprese nel programma e-Gov 2012.

Gli obiettivi dichiarati sono la maggiore efficacia ed accessibilità dei
sistemi di istruzione, la semplificazione delle relazioni amministrative tra
le famiglie e le istituzioni scolastiche, l’ottimizzazione dell’offerta
formativa, la diffusione nelle scuole e tra gli studenti della conoscenza e
dell’utilizzo degli strumenti informatici, il contrasto dell’analfabetismo
digitale.

L’Associazione per il Software Libero condivide questi obiettivi, ma ritiene
che le iniziative presentate non siano adeguate allo scopo.

Nella completa assenza di riferimenti strategici al software libero, il
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ed il Ministero per
la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione hanno sottoscritto un Protocollo
di Intesa con Microsoft S.r.l. [2], nel quale si prevede un “impegno
congiunto per la divulgazione della cultura digitale”, che si concretizza
nella realizzazione di “attività mirate a rafforzare la diffusione di una
cultura digitale nel sistema educativo” (art. 1).

In realtà il Protocollo, che pure non implica costi espliciti diretti per la
Pubblica Amministrazione, prevede che Microsoft realizzi iniziative che
avranno l’effetto di promuovere i suoi prodotti, con l’impegno dei Ministeri
sottoscrittori a collaborare nella ricerca dei clienti (istituzioni
scolastiche, personale docente e studenti) e ad offrire pubblicità alle
attività che saranno svolte (comunicato stampa congiunto, supporto per
una “migliore comunicazione” delle iniziative, ecc.).

Così non si diffonde la cultura digitale, ma si promuovono prodotti e
tecnologie di un’azienda il cui abuso di posizione dominante sul mercato è
stato oggetto di ripetute sanzioni da parte delle autorità antitrust europee
[3].

La scuola pubblica non deve rinunciare al suo compito: deve formare cittadini
e non consumatori; deve diffondere la cultura digitale e non promuovere
l’utilizzo di prodotti.

La diffusione della cultura digitale passa attraverso la promozione di
strumenti e tecnologie liberi: solo in questo modo si attuano i principi ed i
valori della nostra costituzione nella società dell’informazione e della
conoscenza.

Promuovendo nelle scuole il software libero si realizza il bene comune: si
favorisce lo sviluppo di imprese nazionali che forniscono servizi su software
libero e si riduce la spesa in acquisti dall’estero di licenze di software
proprietario [4].

Per questo l’Associazione per il Software Libero ha deciso di intervenire nel
procedimento amministrativo in corso con un’istanza trasmessa oggi al
Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ed al Ministro per
la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, e, per il miglior perseguimento
del bene comune, domanda la modifica del Protocollo di Intesa sottoscritto
con Microsoft S.r.l..

per l’Associazione per il Software Libero
il Presidente
Marco Ciurcina

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Chi siamo
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L’Associazione per il Software Libero (Assoli) è un’associazione senza scopo
di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero
in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.

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Contatti
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web: http://softwarelibero.it
mail: info at softwarelibero.it
Tel: (+39) 06 99291342
Fax: (+39) 06 83391642

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Note
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[1] http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=50614
[2]
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola_digitale/protocollo_Brunetta_Gelmini.pdf
[3] solo qualche link, nella sterminata sitografia proponibile in tema:
http://magazine.liquida.it/2009/03/10/unione-europea-contro-microsoft-la-lite-infinita/
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=5809&ID_sezione=&sezione=
http://www.gnuvox.info/2009/03/antitrust-nuove-dal-braccio-di-ferro-ue-microsoft/
http://www.europalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=43135&idCat=461
http://www.interlex.it/copyright/c_piana5.htm
http://punto-informatico.it/389450/PI/News/microsoft-antitrust-ue-alle-ultime-battute.aspx
http://www.repubblica.it/2003/h/sezioni/scienza_e_tecnologia/gates/gatesue/gatesue.html
[4] http://softwarelibero.it/files/riflessioni-politiche-innovazione-ict.pdf
http://softwarelibero.it/files/Le_role_Etat_monopoles_informatique.pdf

– Annunci dell’Associazione Software Libero http://www.softwarelibero.it/

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AAA… cercasi

La Nets Social Projects e la Sputnix cercano locali per installare un laboratorio di ricondizionamento dei computers e un magazzino dove stivare i computer donati in attesa di assegnazione. Aiutateci!

Come aggiustare con 15 euro una motherboard difettosa

Eccovi un bellissimo articolo tratto da Tom’s hardware:When Your Hardware Fails...

Un hardware che non funziona correttamente può mettervi davanti a problemi misteriosi – crash del computer, anomalie del display o errori in lettura/scrittura quando cercate di accedere all’hard disk. Solitamente, il primo passo verso la risoluzione del problema e l’aggiornamento dei driver, per poi passare a un controllo generale dei parametri del sistema operativo, del BIOS, finendo con la sostituzione di alcuni componenti, come la memoria di sistema.

Tuttavia non solo il sistema operativo o i driver possono causare malfunzionamenti. Nemmeno gli ultimi componenti hardware, come i processori quad-core e gli hard disk da un terabyte, possono darvi una garanzia assoluta di funzionamento. I produttori tipicamente definiscono una durata della vita per ogni componente. Di solito è pari a circa 5 anni per gli hard disk, ma altri componenti dovrebbero avere una vita ancora più lunga.Processore, memoria, scheda madre o scheda grafica hanno una prospettiva di vita molto lunga – sempre che siano messi in condizione di lavorare adeguatamente.I condensatori elettrolitici presenti su numerosi prodotti, come le schede madri o le schede grafiche, possono causare spesso e volentieri strani comportamenti se non funzionano. Che fare se i condensatori della scheda madre sono la ragione dei vostri problemi con il computer? Durante il periodo di garanzia il primo passo è visitare il vostro negoziante per richiedere un’assistenza tecnica. Tuttavia c’è una soluzione meno costosa per chi ha un po’ di confidenza con la materia: sostituire personalmente i condensatori elettrolitici non funzionanti. In questo articolo illustreremo come riportare alla vita la vostra scheda madre o scheda grafica avvalendosi dei giusti strumenti e con una minima spesa.

CLICCAMI PER CONTINUARE

Trashware & friends

Aumentano a poco a poco i sostenitori del progetto trashware a Palermo. Domenico che ha già postato due commenti sul sito, ci ha gentilmente linkato su LinuxGuide.it
E’ un bell’esempio su come si possa aiutare il progetto anche da lontano e con poco tempo.
Ricordo che altri modi per aiutare il progetto sono: in primis il volontariato, la donazione di computer, fondi per i progetti, links, passaparola… Le associazioni che poi volessero usufruire dei nostri servizi possono contattarci attraverso il guestbook/contatti.

Finalmente il trashware a Palermo!

Tutto comincia qualche mese fa quando navigando su internet leggo del trashware e me ne innamoro. Trashware è una parola che indica una filosofia: in pratica si tratta di recuperare computer operativi destinati al macero, ma non è solo questo. Chi si occupa di trashware non lo fa solo per passione informatica, ma perchè ha una visione sociale del suo esserci. Questo si riverbera poi in ciò che fai e in ciò che ti sta intorno… oddio spero che almeno la maggior parte dei trashweristi operi così! In ogni caso io ho imparato leggendo esperienze di persone che la vedono così. Dicevo qualche mese fa mi imbatto in un sito: faber libertatis. E’ il sito di un’associazione di trashware che opera nel nord italia. Così ho letto:

Faber Libertatis vuole essere il punto di riferimento a PadovaVeneziaBassano del Grappa (e anche oltre) per chi desidera aiutare a costruire grazie all’informatica una società migliore, sia in ambito locale che internazionale! Non è necessario essere grandi esperti per dare una mano… basta aver voglia di darci una mano :-)

La cosa mi ha incuriosito molto ed ho rovistato nel sito fino ad iscrivermi nel loro gruppo di discussione dove ho conosciuto tanta gende molto disponibile che mi ha orientato su come fare per costituire un’esperienza del genere a Palermo. Mi hanno dato anche dei contatti.

Ho conosciuto così l’ingegner Vincenzo Virgilio, presidente del più antico Lug palermitano (Linux user group): lo Sputnix con il quale abbiamo scambiato opinioni e progetti. Mi ha presentato i ragazzi dell’associazione ed abbiamo cominciato a progettare. Il problema principale per assurdo non è trovare i computer ma chi affidare i computer ricondizionati: molte associazioni in passato hanno, a quanto pare, snobbato l’offerta. Ho proposto allora di cambiare prospettiva: invece di aspettare chi potrebbe accettare questi computer creare dei micro progetti sfruttando  questi computer. Nasce così il progetto “Social Lab”: il primo di questi progetti.

Il mio apporto è proprio questo: creare idee e applicazioni con e per il trashware osservando i bisogni della città e proponendo soluzioni in cui il trashware può essere d’aiuto, come i social labs.  Il primo di questi laboratori informatici in cantiere aprirà al Borgo Vecchio: proprio stamattina ho parlato con il mio vecchio amico don Gioacchino Ragona. E’ rimasto  entusiasta del progetto anche perchè si sposava con un suo progetto passato. Sono al settimo cielo! Ecologia, informatica  e solidarietà vanno insieme per far crescere la nostra città!

alla prossima gli aggiornamenti!

 

Riccardo Incandela